TUTTO L'AMORE CHE C'E'

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martedì 16 febbraio 2010

BOBO: NEL CIELO ORA C'E' UNA STELLINA IN PIU'



Il 15 Febbraio 2010 lo ricorderò per sempre. Il 15 febbraio è la data in cui un vecchio dolore si è risvegliato. Il 15 Febbraio Obelix, detto Bobo, se n’è andato via per sempre. Ha lasciato la sua famiglia in silenzio come in silenzio era arrivato.
Obelix era un cagnone di quasi 10 anni, cinque dei quali trascorsi in canile, dove era approdato, nessuno sa come, quando di anni ne aveva uno. Sarebbe rimasto uno dei tanti cani disperati in cerca di famiglia, sarebbe rimasto uno dei tanti meravigliosi esseri che pian piano si spengono nelle gelide cellette dei canili, senza nessuno che lo ami, senza mai una carezza, senza una coperta calda dove sdraiarsi. Nessuno aveva voluto adottare Obelix fino a quel momento. Obelix, incrocio pastore tedesco, non piaceva. Non era lo standard del cane che può piacere: era grasso, Bobo, senza la coda e con le orecchiette all’ingiù di fianco al musone enorme. Inoltre era malato Obelix: aveva la tiroide, che lo faceva ingrassare, ed un leggero diabete da tenere sotto cura. Forse questi sono i motivi per i quali fu abbandonato in canile da cucciolo, e sicuramente sono gli stessi motivi per i quali tanti aspiranti adottatanti passavano oltre la sua cella, dove Bobo se ne stava in silenzio, senza più sperare.
Dopo cinque anni però, la sua foto ed il suo appello, fatti girare su internet da chi non si arrendeva, da chi voleva per lui una meritata felicità, arrivarono agli occhi di Marghe e Fabrizio, i miei vicini di casa. Da poco si erano trasferiti in questa villetta a due piani, e da tanto Marghe voleva di nuovo con sé un cane. Sarebbe stato il primo per suo marito, e l’ennesimo per lei. Fu amore a prima vista, fu il cuore che si aprì per lasciare spazio alla speranza di potergli dare un futuro felice. Non vollero nemmeno incontrarlo personalmente. Spedirono la richiesta di adozione, e dopo qualche colloquio, Obelix arrivò a casa loro, con la sua valigia carica di paura verso l’uomo e di problemi di salute. Ma insieme, tutti e tre, sarebbero andati oltre. Oltre l’apparenza, oltre ogni ostacolo.
Dopo Obelix, per casi fortuiti, arrivarono anche Nano, un cucciolo di pastore tedesco trovato tra i rifiuti, e White, un simil labrador che sarebbe dovuto permanere solo qualche giorno in attesa di adozione. Con il tempo l’equilibrio arrivò, e con il tempo l’amore crebbe.
Conobbi Obelix lo stesso giorno che mi trasferii qui e subito provai per lui un amore infinito, non che per Nano e White non provi affetto, ma la sua storia, il suo passato, avevano catturato il mio cuore. Non era troppo socievole Obelix, faceva le feste quanto basta per dimostrarti la sua presenza e poi se ne andava a cuccia a dormire, si muoveva goffamente per la stanza e altrettanto goffamente correva quando sentiva odore di biscottini. Lo prendevamo dolcemente in giro io Marghe, dicevamo che un giorno, sebbene lui non ne avesse avuto mai voglia, lo avremmo portato in un bel prato dove avrebbe corso tantissimo alzando ed abbassando le orecchie come avrebbe fatto un segugio…
Ed era goloso Obi, il cane più goloso che mai abbia conosciuto….
Il mio primo pensiero entrando a casa dei miei vicini era per Obelix, ed il primo nome fu il suo quando regalai loro la targhetta da appendere alla porta “qui abitano Obi, Nano e White”.
L’ultima volta che vidi i suoi occhioni meravigliosi fu tre giorni fa. Ero andata a trovarlo perché da qualche giorno non si sentiva bene, Non mangiava, si nascondeva nei posti più improponibili del giardino, non voleva entrare in casa nemmeno di notte, quando ancora faceva tanto freddo per stare anche solo nella sua meravigliosa cuccia fatta a mano da Fabrizio. Lui se ne stava li, dentro la casetta di legno, con il grande muso tra le zampe e lo sguardo fisso su chiunque gli passasse davanti: “Ciao Obi, vado a lavoro, ci vediamo stasera”. Ma poi la sera non feci in tempo a passare, forse per stanchezza, forse per pigrizia. Chiamai Marghe durante la pausa e mi disse che la veterinaria era passata per fargli il prelievo, e che a breve avrebbero avuto tutti i risultati delle analisi. Ma io avevo capito, me lo sentivo, avevo davanti la mente gesti e sguardi che già avevo vissuto anni fa con la mia Zara.
Il lunedì fu San Valentino, la festa degli innamorati. Andammo a pranzo fuori tutti e quattro. La mattina dopo Bobo non c’era più. Alle due e mezza di notte, Marghe si alzò, scese in giardino, lui era li che la guardava. Mi raccontò di essergli stata accanto una buona mezzora, di averlo stretto forte a sé e poi di essere salita a dormire. Due ore dopo, suo marito era sceso in giardino, e Bobo, era sdraiato poco più avanti di dove lo aveva lasciato Marghe.. Solo che questa volta i suoi occhi meravigliosi erano semichiusi, spenti, e lui non respirava più. Aveva aspettato il giorno dopo la festa degli innamorati per andarsene via, voleva dichiarare con tutte le sue esili forze quanto amore provasse per la sua Marghe, prima di lasciarla per sempre, voleva trascorrere almeno le ultime ore di quella festa da poco passata, con gli unici umani che avevano visto oltre il suo essere obeso e malato, che lo avevano amato incondizionatamente. Non avrebbe potuto mai lasciarli proprio il giorno di San Valentino, senza nemmeno averli visti un’ultima volta.
La mattina del 15 Marghe mi chiamò sul cellulare. Mi abita accanto ma onestamente non ho capito o forse non ho voluto capire. “Ely, Bobo è morto….” Piangeva e credevo di non aver capito bene, me lo sono fatta ripetere due volte, poi mi sono precipitata a casa sua ed ancora non volevo credere,fino a quando non ho visto il grande sacco nero davanti la cuccia, l’ho scoperto e Bobo era li, il suo grande muso faceva capolino dalla busta, ed i suoi occhietti erano ancora semichiusi.
Ho sentito spezzarsi qualcosa dentro, ho sentito il mio cuore andare in mille, diecimila minuscoli pezzi, mentre le lacrime cadevano giù a fiumi e non riuscivo a fermarle, Una valanga di piccoli ricordi, vissuti in un tempo brevissimo, mi passavano davanti agli occhi.
Chi non ha mai posseduto un animale domestico, difficilmente potrebbe capire il dolore, il senso di impotenza, il vuoto che arrivano con la morte di un cane. Molti si limitano a dire: “ma era solo un cane”… e questo è uno dei motivi per i quali sono stata la prima a sapere della morte di Bobo. Perché solo io, tra tutte le conoscenze dei miei amici, sarei stata in grado di capire, anche lontanamente, il loro dolore, non li avrei giudicati, non li avrei derisi…. Ma avrei pianto con loro.
Poi ho iniziato a pensare ad Argo e Dea, a quanto dolore proverò quando non ci saranno più, a quanto senso di smarrimento avrò dentro percorrendo con la mente tanti anni di ricordi, a quante lacrime cadranno sfogliando le loro foto, guardando i loro video… e mi sono chiesta perché l’ho fatto. Perché ho deciso di adottare dei cani se poi a causa del loro amore incondizionato un giorno ne soffrirò la perdita, se mi vedrò camminare per casa chiamando i loro nomi, toccando le loro cose, guardando le loro cucce ancora calde di ricordi. Paura. Ho avuto paura di questo immenso dolore che proverò, e più li guardo oggi giocare, correre e mendicare mentre mangiamo, più il senso di angoscia sale. Ma ho deciso perché avere un cane è il primo passo che ci insegna ad amare, a rispettare, a proteggere i più fragili. E’ il primo passo che ci apre le porte verso l’essere amati incondizionatamente.
Stasera sono andata a cena da Marghe e Fabri, ho aperto la porta e sapevo che sarebbe stato inutile chiedere di Bobo, che lui non c’era più, sulla sua copertina accanto al divano. Bobo è stato portato via ieri, nel sacco nero, coperto da un lenzuolo bianco a fiorellini. Ho visto gli addetti del recupero salme animali, caricarlo a fatica sul camioncino, poi firmare i certificati di rito, ed allontanarsi per sempre. Bobo, che dal giorno in cui era arrivato a casa quasi quattro anni fa, non aveva più voluto salire in automobile, ora in un camioncino se ne andava via. Il giorno dopo San Valentino ed appena qualche minuto prima che iniziasse a piovere. Ho voluto credere che persino gli angeli stessero piangendo la sua morte, ma non di dolore, bensì di gioia, perché un’altra stellina avrebbe illuminato il loro cielo.
Ora Bobo è lissù, insieme agli altri cani, gatti, cavalli e animali che abbiamo amato, fortemente voluto, e disperatamente pianto, ma anche insieme a tutti gli altri che per il nostro egoismo non sono stati mai amati. Senza nessuno a far loro del male, nessuno a giudicare se sia giusto o sbagliato piangerne la morte. Forse Bobo sta correndo sul ponte dell’arcobaleno ora, poi guarda giù verso Marghe e Fabrizio e li ringrazia per i pochi anni di vita felice che gli hanno fatto trascorrere, li ringrazia per averlo scelto malgrado tutto, e di non averlo fatto morire, da solo, in una gelida cella del canile. Ma qui giù piove ancora, nei nostri cuori, e sulla strada. Domani forse il sole asciugherà l’asfalto, ma per i nostri cuori… no, li ci vorrà ancora tempo.
Ciao Bobo, non potrò dimenticarti mai…


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Bobo, Capodanno 2010

lunedì 1 febbraio 2010

QUANDO TUTTO CAMBIA E FORSE UN PO' ANCHE TU

Da un paio di mesi non faccio che pensarci, praticamente da quando mi sono trasferita nella nuova casa. La mia vita ha avuto un salto nel vuoto, in cui non sapevo se sarei atterrata dolcemente o precipitata nell'abbisso. Ma ricordo un giorno lontano di molti anni fa, quando vivevo a Londra e le cose non erano troppo floride, un amico olandese mi disse: "quando sei a terra, l'unica strada che hai davanti è quella che ti riporta su". Certo non ci voleva lui dai paesi bassi per ricordarmelo, anche perchè essendo italiana avrei potuto facilmente rispondere: "... a meno che non trovi qualche stronzo che ti tira la pala per farti scavare....". Eppure quella frase mai l'ho dimenticata, davvero mai.
Mi rendo conto solo oggi, di quanto difficili siano stati questi anni passati. Di quanta amarezza avevo nel cuore, di quanto dispiacere avevo nell'anima. Ogni mattina mi svegliavo col desiderio profondo di non farlo più. Avrei voluto addormentarmi e rimanere così, senza nemmeno più il desiderio di un principe a svegliarmi dal sonno eterno. Ero nel buio totale, ho attraversato le tenebre con una tiepida lampada, sbattendo a destra e sinistra fino a scorticarmi i gomiti, cadendo e rialzandomi, ansimando e piangendo. E' proprio vero che poi quando ne esci, ti volti e ti chiedi come sei riuscita a sopravvivere, chi ti ha dato la forza per andare avanti.
Ma me lo chiedo ora. Come se cambiando casa, avessi cambiato una parte di me. Come se la vecchia me stessa fosse rimasta all'altro indirizzo, insieme ai ricordi che ancora vagano tra quelle quattro mura. Ero stanca, molto stanca, senza energia senza più voglia di reagire, ma dovevo farlo, per me stessa e per coloro che mi volevano bene, molto pochi in verità, ma preferisco cosi piuttosto che false amicizie opportuniste.
Ho staccato la spina un giorno di novembre, quando ancora l'inverno era alle porte, e la mia primavera è iniziata lentamente, mentre il freddo gelido ci ghiacciava i vetri delle finestre di casa nuova.
Lentamente sto risalendo, alla ricerca della felicità che per troppo tempo ho cercato, che per troppo tempo mi è sfuggita proprio mentre la stavo per afferrare.
Gli ultimi due anni sono stati un oblio, un delirio di eventi negativi che hanno rischiato di travolgermi, in verità per un momento è stato così. Ricordo solo che avevo preso qualche pillola per dormire, per non pensare, ma era pomeriggio e ancora mio marito non riusciva a svegliarmi. Ero nel fondo, lo stavo grattando con le unghie, alzavo lo sguardo al cielo ma vedevo solo il nero di un baratro senza fine.
La depressione è un male che attanaglia l'anima. Non te ne accorgi ma lentamente risucchia i tuoi muscoli, risucchia i battiti del tuo cuore, risucchia il tuo sangue, spegnendo te e chi ti sta accanto, che inesorabilmente trascini giù con te. Molte volte ci sono cascata dentro negli anni passati, e molte volte credevo di esserne uscita, ma poi inconsapevolmente ci ricadevo dentro. E non capivo perchè, mi davo le scuse più disperate, le colpe più inverosimili, persino le sfighe più improponibili. Ma non era nulla di tutto ciò. Era qualcos'altro, qualcosa che col tempo ho imparato a conoscere, non completametne ad accettare, ma di sicuro qualcosa per il quale non soffro più. Cambiare casa, cambiare quartiere, cambiare vita, specialmente nell'ultimo mese, è stato qualcosa di fondamentale per la mia esistenza. Forse qualcuno da lissù ha voluto darmi una mano, ha capito che da sola non avrei potuto farcela, che i miei angeli (mio marito, argo e dea) non avrebbero mai potuto tenermi per troppo tempo sospesa tra loro ed il nulla. Era forse giunto il momento di prendermi in braccio ed aiutarmi a saltare oltre.
Ed ora sono nell'oltre. La strada per la felicità forse è lontana, ma quanto meno sono serena, ed è sicuramente un bel passo avanti.
Purtroppo la famiglia di origine non possiamo sceglierla, e molto spesso le ferite che ti procura negli anni diventano cicatrici indelebili che lentamente si appropriano di ogni tua parte dell'anima.. Ma non vuoi e non puoi accettarlo. Il problema nasce qui. Potresti forse accettare il tradimento di un amico, persino quello di un fratello, ma non quello di un genitore. Ed è un'evento che travolge il cuore, che lo distrugge lentamente come un male che non sai di avere. E più questo male lo divora più non riesci ad accettare il perchè stia accadendo.
Poi un bel giorno, decidi di guarire. Inizi a pensare che di vita ne hai una sola, che nel bene o nel male almeno questo dono tel'hanno concesso. Decidi di aprire gli occhi e di non soffire più.
Anche se il pensiero spesso vola li, anche si i pochi ricordi belli spesso lottano con quelli pieni di sofferenza, riesci ad andare avanti, e lentamente torni su.
Per tutta la vita ti domanderai il perchè, ma alla fine quel punto interrogativo diventerà parte delle tante domande che ti porti nel cuore, spesso senza risposta, spesso senza nemmeno più importanza. Alla fine persino il desiderio di rivalsa scomparirà nel passato, facendo posto a nuovi giorni, a nuove sfide solari e piene di vita.
Non abbiamo scelto di essere figli, ma ci è capitato: amateci così, e vi ricambieremo, allontanateci dal vostro cuore e ci distruggerete.

Me sul dondolo del giardino anteriore

martedì 15 settembre 2009

ANNIVERSARIO DI NOZZE!



15 Settembre 2007:



La nostra favola in un giorno di sole.



Ciao a tutti :) oggi è una data importantissima nel mio calendario personale: infatti è il secondo anniversario di nozze. Peccato che il tempo è un pizzico diverso da allora: oggi il clima è piuttosto incerto mentre il giorno delle nostre nozze erano oltre 36° a Matera. Infatti è li che ci siamo sposati: anche se abitiamo a Roma ed io stessa sono romana, abbiamo preferito sposarci nel suo luogo di origine visto che i suoi invitati erano decisamente superiori ai miei.



Giorno meraviglioso! Ricordo l'anno dei preparativi come il più intenso della mia vita: avevo pensato davvero a tutto: dai libretti messa alla guida invitati!! Diciamo che sia cerimonia che ricevimento andarano più o meno come volevo che andassero se non fosse stato per un paio di "nei" che al momento mi fecere arrabbiare un pochino :(



Quel periodo ancora non conoscevo lo Scapbooking digitale quindi moltissime creazioni erano state create con il decoupage (altra mia passione): per tale motivo non ne troverete traccia ^_^. Ho conosciuto questo hobby fotografico mentre preparavo l'album digitale Hoffman delle foto amatoriali che ci erano state scattate dagli invitat. Così consultando il forum sul sito Matrimonio.it a cui ero iscritta per scambiare idee sui prepartivi, mi parlarono dello Scrapping, e così pian pianino iniziò questa mia avventura (a ripensarci i miei primi LO erano davvero orrendi!!!! ^_^ anche perchè non sapevo utilizzare photoshop ed è stata dura imparare da sola!!!!



Comunque creai anche un sito dedicato ai nostri preparativi ed uno alle nostre nozze dove tutti gli invitati potevano "attingere" per saperne qualcosa di più. Ve li posto qui sotto nel caso in cui foste alla ricerca di idee per l'organizzazione del matrimonio.



Per idee sui preparativi cliccate QUI;



Per curiosare invece nel nostro sito di nozze o crearne uno vostro cliccate QUI





mercoledì 9 settembre 2009

LA MIA VITA, IL MIO RAGGIO DI SOLE...









dopo mio marito, sono loro: ARGO E DEA

I MIEI LUPI DI MARE :)

Il luogo dove siamo stati in vacanza è meraviglioso perchè ci era consentito di portare i cani in spiaggia con noi. Quando si arrivava in spiaggia, oppure la sera in piazza, sembrava di trovarsi nella Città dei Cani, per quanti se ne vedevano!!!

Dea l'abbiamo portata spesso, mentre Argo solo una volta: lui non tollera troppo il mare, il sole gli da fastidio e passa sofferentemente il tempo sotto l'ombrellone, inoltre non vuole entrare in acqua e bisogna tirarlo per farlo bagnare un pò: di nuotare nemmeno a parlarne! Tutto questo è dovuto al fatto che quando aveva sei mesi lo portammo ad Ostia, lui per prendere una conchiglia infilò tutto il muso nell'acqua e bevve un casino, così si spaventò a morte e da quel giorno se entra in acqua sta sempre attento affinchè il mare non vada oltre il suo collo.

Dea invece è uno spettacolo della natura: nuota come una sirena ^_^ poi capita che schizzi dell'acqua in alto e siccome il concetto le piace molto, abbaia all'acqua che ha appena schizzato, a volte rischiando di finire sott'acqua!!! Poi ogni tanto si riposa con le zampe anteriori sulle mie gambe, ma non disdegna di nuotare anche fino a dove non riesce a toccare. Per tale motivo l'abbiamo portata in una spiaggia dove dietro ad uno scoglio gigantesco era nascosta una bellissima grotta, e si doveva procedere per un tratto di mare dove lei non avrebbe toccato. Quando ci siamo arrivati, Dea ha iniziato a correrci dentro abbaiando a Manu che le schizzava addosso le onde del mare.

Si è spaventata solo l'ultimo giorno, quando c'erano un pò di onde, infatti era senza guinzaglio e se ne stava andando tutt'altra parte rispetto a dove eravamo noi, tentando di salire su uno scoglio, ma poi l'abbiamo legata col guinzaglio e standogli accanto ha superato anche questa paura... Vi posto qualche fotina delle numerosissime che abbiamo scattato!!! Ho troppa fretta di postarle per attendere di crearci dei LO, ma sono certa che le troverete anche in futuro.







La Sirenetta e Manu












La Puzzetta di casa con Me e Manu








uno dei miei tesori più grandi!








La Dea dei mari pugliesi :)








Patatone Argo che ci prova e si impegna :)













orecchie giù : si comincia a preoccupare :)











... eccoci insieme, dai che ti tengo: Argo il mio tesoro grande....


















ma io non vi filo proprio... andateci voi a fare il bagno... io me ne resto qui tranquillo, tranquillo!!!

giovedì 11 giugno 2009

FESTA DELLA MARINA MILITARE

Ieri c'e' stata la cerimonia per la festa della Marina Militare Italiana sulla Portaerei Cavour ancorata a Civitavecchia, 40 km da Roma circa.
Manu aveva prestato servizio sulla nave per i preparativi della cerimonia fino ad un paio di giorni prima, ovviamente aveva avuto l'opportunità di girare un pò la nave sia dentro che fuori e pensavo che sarebbe stato concesso lo stesso privilegio anche al pubblico, cioè a me, invece quando siamo arrivati a destinazione ho tristemente scoperto che noi comuni mortali :) potevamo ammirarne esclusivamente il ponte. Peccato :) Manu me ne aveva parlato cosi bene che ormai ero davvero curiosa :(
Sul ponte stavano smontando il palco della cerimonia che si era tenuta la mattina, ma l'aerea era talmente vasta che praticamente non ce ne siamo accorti se non quando cel'hanno detto.
Prima si salire sulla nave, abbiamo visitato lo stand della Marina, poco distante, ed abbiamo conosciuto un paio di incursori ed un sub che mi hanno spiegato cose interessantissime delle cose esposte!
Ho subito approfittato di questa iniziativa di Manu, perchè lui difficilmente parla di lavoro, non frequenta alcun circolo, si mette a ridere quando lo prendo in giro dicendo: "bah tu sarai uno di quelli che in pensione indosserà la camiciola bianca ed il cappellino come Popey e se ne andrà in giro col pulman a partecipare a feste militari" (cen'erano una marea ieri di vecchietti reduci di guerra che tutti orgogliosi passeggiavano sulla nave e nei dintorni, e la maggior parte agghindati proprio così, mi sembrava di essere negli USA dove la vita militare è molto sentita anche dopo il congedo, ma avevo sempre creduto che in Italia fosse un lavoro come un altro e nulla più, beh mi sbagliavo).
Questo è il LO che ho creato per la pagina dell'album foto 2009, gli elementi sono stati tutti presi dal sito della Marina Militare e fanno parte delle uniformi e gradi più comunemente conosciute.
Tutte le foto della cerimonia tenutasi ieri mattina, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana e del Ministro della Difesa, sono pubblicate QUI