

La poesia la trovate anche sul sito di Sabrina, da dove appunto l'ho estratta, e vi consiglio di leggerla anche da lei, guardare le foto, e lasciarvi travolgere dalla musica di sottofondo. E mo basta perchè ho finito I FAZZOLETTI e me se sta allagà la stanza...
Ciao Sa, grazie di essere passata di qui, e di avermi dato la possibilità di conoscerti...
"Con passo vacillante e con il corpo stremato
giungo alla fine dei miei giorni
Forse stasera morirò
e da sotto questa quercia
con l'ultimo respiro, che mi resta in gola,
vorrei ringraziare il Signore
per il pane che mi ha fatto trovare nella spazzatura,
per l'acqua che ha fatto scendere dal cielo per dissetarmi,
per i sacrati delle chiese dove ho potuto ripararmi.
Sì, Signore,
io sono uno di quelli
uno fra i tanti che non sa cos'e' il calore di una cuccia,
il sapore di un osso,
la carezza di un padrone.
Conosco solo
il dolore dei calci sul dorso,
le sassate sulla fronte,
le gomme di quella macchina
che mi hanno spinto nel burrone.
Ricordo, poi quella mano, grande, pesante,
che ancora cucciolo mi ha abbandonato nella strada,dove vissi tutto il mio calvario.
Ho attraversato monti, boschi e paesi
nessuno mai mi ha tenuto con se',
nessuno, mai, mi ha dato un nome.
Dalla nascita ho sempre portato il tuo: "Cane".
Signore,
tante sono le cose che vorrei dirti;
ma...il cuore ha rallentato il suo battito e il respiro si affievola sempre più.
Perdonami! E ti supplico: fa' che la mano dell'uomo non abbandoni più
un cucciolo nella strada.
E' triste vivere da vagabondi, e' penoso essere soli, ed essere soprattutto semplicemente solo un cane.
Abbracciami almeno tu in quest'attimo.
Perche'?
Perche' anch'io ti appartengo!
Anna Mazziotti (veterinaio)
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La benedizione delle salme. L'Ordinario militare per l'Italia, monsignor Vincenzo Pelvi, ha benedetto le salme: è stato questo il primo atto delle breve cerimonia a Ciampino. I sei carri funebri con a bordo le salme hanno poi lasciato l'aeroporto di Ciampino, diretti all'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Roma, dove saranno svolti gli accertamenti necroscopici sulle vittime.
«Morti da eroi» il sergente maggiore Gianluca Spina, tornato solo una settimana fa da Kabul. «Io ero molto amico del capitano Antonio Fortunato. Lui è un eroe, morto per la Patria, ha dato la vita per qualcosa in cui credeva, è morto per tutti gli italiani». Ora, aggiunge, «andremo avanti nel nostro lavoro con ancora maggiore convinzione, per rendere onore al suo ricordo».
Rientrati i 4 feriti. Nella notte erano rientrati in Italia anche i quattro militari rimasti feriti. L'aereo che li trasportava - via Abu Dhabi e Larnaca - un volo Alitalia utilizzato per le esigenze della Difesa, è atterrato all'aeroporto romano di Fiumicino alle 1.32. I quattro militari feriti, il primo Maresciallo dell'Aeronautica Felice Calandriello e i primi caporalmaggiori della Folgore, Rocco Leo, Sergio Agostinelli e Ferdinando Buono, sono scesi da soli, senza aiuto, dalle scalette dell'Airbus. Sotto bordo ad attenderli due ambulanze dell'Esercito. Nel viaggio sono stati accompagnati da sei colleghi che, una volta saliti a bordo delle due ambulanze, li hanno aiutati a portare i loro zaini. Le due ambulanze, precedute da due pulmini dell'Esercito e scortate da polizia e carabinieri, hanno quindi lasciato l'aeroporto di Fiumicino poco prima delle 2, dirette all'ospedale militare del Celio...."
" ROMA (17 settembre) - Sei militari italiani della Folgore sono rimasti uccisi in un attentato a Kabul. Altri quattro sono rimasti feriti non gravemente. Si trovavano a bordo di due blindati Lince sulla via che conduce all'aeroporto di Kabul quando un'autobomba è esplosa. Silvio Berlusconi afferma: non abbandoneremo l'impresa, ma ci sarà una transition strategy. E aggiunge che 500 sodlati torneranno a casa. La Russa sottolinea che non c'è una strategia contro gli italiani e riferito che sull'auto c'erano almeno 150 kg di esplosivo. L'attentato alimenta il dibattito politico sulla necessità o meno di ritirare le truppe italiane dal paese asiatico.
Quanto alla dinamica dell'attacco due le ipotesi: un'autovettura imbottita di esplosivo. ha spiegato La Russa, è uscita da un parcheggio e si è lanciata contro il primo Lince, oppure l'esplosivo è stato azionato manualmente su un mezzo senza attentatore suicida.
I corpi dei militari arriveranno in Italia non prima di sabato. E' l'attacco più grave alle forze italiane dopo quello di Nassirya del 12 novembre 2003 dove persero la vita 19 italiani.
Le vittime facevano parte del 186/mo reggimento ed erano di stanza a Kabul dove ci sono circa 450 militari italiani. I morti sono quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due Lince.
I nomi delle vittime. Si tratta del tenente Antonio Fortunato, originario di Lagonegro (Potenza); del primo caporal maggiore Matteo Mureddu, di Oristano; del primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, nato a Glarus, in Svizzera, ma residente a Tiggiano, in provincia di Lecce; del sergente maggiore Roberto Valente, di Napoli, e del primo caporal maggiore Giandomenico Pistonami, nato a Orvieto ma residente a Lubriano (Viterbo) e il caporal maggiore Massimiliano Randino, nato a Pagani (Salerno)
I quattro feriti non gravi. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa parla di quattro feriti non gravi. Precedentemente il colonnello Benito Milani, vicecomandante del 186/o reggimento della Folgore aveva detto che i feriti italiani erano tre. I quattro militari sono attualmente ricoverati presso l'ospedale da campo francese Role 2. Si tratta del primo caporalmaggiore Rocco Leo, 26 anni, originario di Francavilla Fontana (Brindisi) ed effettivo al 186/o reggimento paracadutisti Folgore, che ha riportato un forte stato di choc; del primo caporalmaggiore Sergio Agostinelli, 32 anni, originario della Svizzera ed in servizio al 186/o reggimento della Folgore, al quale sono stati diagnosticati un trauma da scoppio all'orecchio destro e contusioni varie; del primo caporalmaggiore Ferdinando Buono, 30 anni, di Napoli, in servizio al 187/o reggimento Folgore, che ha avuto una lieve ferita alla mano sinistra ed un trauma da scoppio all'orecchio sinistro, e del primo maresciallo Felice Calandriello, 58 anni, di Sassano (Salerno), sottufficiale dell'Aeronautica militare, che ha riportato un forte stato di choc... "